•·.·´¯`·.·• Club Della Scrittura •·.·´¯`·.·•Nel sogno sei autore,e non sai come finirà...

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Claire de Lune
view post Posted on 24/8/2009, 15:26Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/12/2009, 03:19


Ed eccomi qua a postare dopo tanto tempo un nuovo racconto^^Uaaa>_<lo ammetto,non riesco mai a concluderne uno-.-ma spero che questo non faccia la stessa fine=P
Spero che sia di vostro gradimento ^_^ e se proprio non vi piace ditelo apertamente -_- me non si offende e chiude subito il topic :) :D




Claire de Lune



I sogni sono le illustrazioni del libro
che la tua anima sta scrivendo su di te.

Marsha Norman




Annelise,tu sei speciale,sei diversa dalle altre bambine...Odiavo quella frase,una frase che mio padre citò durante l’ennesimo rimprovero,il cinquantesimo rimprovero per il mio comportamento indisciplinato il tuo carattere non è tipico da nobili ecco un’altra frase che non amavo sentire,quello del giudizio sul mio modo di fare,del mio essere che ero e della mia forte personalità che possedevo...ma che importava a loro?Si preoccupavano solo della loro autorevole,potente e indiscutibile immagine di famiglia nobile che discendeva da uno dei rami principali della casata Stuart...Spesso e molto volentieri i miei genitori mi ricordavano che molte persone avrebbero fatto di tutto pur di essere al mio posto ma non io,Annelise Marie Katlyn Rudolph Stuart,perché io odiavo essere una nobile,una contessina importante e conosciuta da tutto il mondo...a me non poteva fregare più di tanto se ero di sangue reale,a me fregava solo il fatto di essere libera,libera da tutti,dai protocolli,dalle cene d’affari,dal galateo,dal palazzo reale e soprattutto dalla mia vita già decisa da quando avevo visto la prima luce...la mia era una gabbia ed io una piccola rondine che voleva spiccare il volo verso la libertà ma non poteva perché era stata rinchiusa,rinchiusa fino alla sua morte...morte,fino a poco tempo fa avevo una forte paura di morire senza aver visto la libertà,talmente forte che mi privava di essere felice,spontanea e ingenua con gli altri e soprattutto con me stessa...ma poi...le mie preghiere,le mie suppliche furono esaudite...il cielo mi mandò un angelo,un angelo senza ali ma pur sempre un essere paradisiaco che era riuscito nell’intento di farmi sorridere,di farmi sentire l’odore,il sapore della libertà e cosa che mai mi sarei aspettata...il dolce e retroamaro gusto dell’amore...



Mi alzai e sistemai i capelli con un le mani.Guardai per un'ultima volta la Luna e dissi:-Fine del cinquecentesimo atto,mia Regina-e feci un inchino per poi voltarmi e scomparire nell'oscurità.

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view post Posted on 29/8/2009, 01:29Quote
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1-Secret

Una nuova giornata era iniziata e i raggi del sole accarezzavano l’intera città di Parigi,anche quella casa bianca,grande,elegante,costosa con degli abitanti altrettanto eguali...

Una ragazza scostava appena le tende della finestra della sua immensa camera per guardare con poca attenzione il paesaggio,no...non stava scrutando le colline verdi parigine ma stava guardando ben oltre,un oltre che lei non riuscirà mai a raggiungere,con quelle sue mani delicate che in quel
momento stavano toccando la superficie liscia,trasparente del vetro,una barriera che la divideva da
quella meraviglia chiamata libertà...
-Signorina Annelise,suo padre chiede di lei-
Mi voltai lentamente senza incrociare lo sguardo della cameriera,avevo gli occhi bassi come per paura di qualcosa,come se sentivo un peso in quel piccolo cuore giovane...stavi soffrendo?No,come puoi te,Annelise Stuart soffrire?Sei la ragazza di ghiaccio che non prova emozioni...
-Grazie Lina-e con la mia risposta accennai un mezzo sorriso sempre con gli occhi fissi sul pavimento di marmo bianco.
Rivolsi un ultimo sguardo al di fuori di quella parete di vetro e mi allontanai per vestirmi con un semplice abito color crema.
Guardai il riflesso di una giovane fanciulla dai capelli biondi con indosso un semplice vestito che le donava divinamente,era il mio riflesso ma la mia espressione si contrasse in una smorfia di disapprovazione,non mi piaceva quel bianco Troppo antico pensai ma non me lo tolsi,uno dei complessi che fanno di Annelise Stuart una ragazza alquanto strana.
Uscii saltando uno ad uno i gradini della scala e atterrai dolcemente sul pianerottolo adiacente allo studio di mio padre,dove quest’ultimo mi stava aspettando non felice della situazione di sua figlia.
-Ha chiesto di vedermi,padre?-domandai con fare formale,freddo e distaccato.
-Sì,Annelise...-rispose lui,con il mio stesso tono ma in quel timbro profondo trapelava malcelata impazienza e non erano state le parole che continuarono la sua risposta ma un violento scaglionamento di una copia del giornale di quella mattina su quel oggetto antiquariato di inestimabile valore.
Non capii quel gesto che mi fece sussultare.-Può spiegarmi,padre?-chiesi senza tradire emozioni.
-NON C’E’ NIENTE DA SPIEGARE !-tuonò in risposta.-Questo giornale è solo uno dei tanti quotidiani che stanno sfogliando tutti gli abitanti di Parigi,della Francia,dell’Europa,del mondo!-
Osai accennare uno stentato sorriso.-E con tutto questo io cosa centro?- ed ecco un’altra domanda che fece ritornare la rabbia di mio padre che lo rendeva una figura minacciosa ed enorme dinanzi ad una ragazza di appena diciassette anni,minuta ma non per questo coraggiosa,schietta e sfrontata...non avevo paura della reazione di quella persona che dominava su di me,sapevo che non mi avrebbe storto un capello...la sicurezza è la virtù dei forti,no?
-Centra che sei finita in prima pagina!IN PRIMA PAGINA e lo sai perché?Perché dicono che sei rimasta incinta-
-Io?Incinta?E di chi?-domandai con un’espressione di finto stupore e un velo di strafottenza nella mia melodiosa voce che in quel momento la rendeva snervante alle orecchie altrui.Non lasciai neanche il tempo per far replicare mio padre che continuai con l’ennesima provocazione-E se anche fosse?-chiesi in una smorfia.
-Annelise...mi sto preoccupando,per te- sottolineò mio padre in una morsa.
Sbuffai rumorosamente.-Ma per favore padre!Voi non vi preoccupate di me ma della vostra insulsa immagine!-replicai,alzando leggermente la voce.
-Non ti permetto di usare questo tono,Annelise Stuart!-
-Io uso questo tono quanto mi pare e piace!-tuonai severa
-Annelise Stuart,finisce male per te se non la pianti all’istante!-e ripetè il mio nome con una certa durezza,come se stette sputando veleno.
-Cosa mi volete fare?!Rinchiudermi in camera?Già fatto...da quando sono nata non vedo altro che quattro mura intorno a me,volete mandarmi dallo psicologo?!Già fatto anche quello,ogni santo venerdì mi manda da quello strizza cervelli!-
Odiavo quando quella persona che mi aveva aiutata a nascere pensava solo a se stesso,su cosa avrebbero pensato gli altri,potevo sopportare tutto ma non quando lui si vergognava di sua figlia,di me!”Egoista!”lo definivo io quel comportamento,solo semplice e sincero egoismo.
Un violento,acuto suono rimbombò nella stanza,il mio corpo leggero cadde a terra,come porcellana che si frantumava in mille schegge e la stessa cosa è capitata per la giovane Stuart...Sentivo qualcosa di umido solcare le guance color pesca...
-Pensa che uno schiaffo possa risolvere tutto?-domandai con voce strozzata dalle lacrime copiose che scendevano,scendevano dal mio diafano volto,rigando,lasciando una traccia di fuoco ad ogni loro passaggio,non osavo alzare lo sguardo per incrociare il volto di lui,non se lo meritava
una tale soddisfazione...
-Annelise,non mi lasci altra scelta...volevi uscire?Perfetto vedrai la luce del sole alla St.Maddlene-
e si voltò per uscire e lasciarmi inerme sul pavimento bianco a piangere come mai non avevo fatto...non piangevo solo per lo schiaffo ma piangevo anche per quello che stavo tenendo nel mio cuore,un peso talmente grande che esplose in un copioso,debole pianto accompagnato da grida acute che echeggiavano per la stanza piena di libri...



Mi alzai e sistemai i capelli con un le mani.Guardai per un'ultima volta la Luna e dissi:-Fine del cinquecentesimo atto,mia Regina-e feci un inchino per poi voltarmi e scomparire nell'oscurità.

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